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Piccolo concerto per parole, gesti e suoni
di Davide Enia (parole,
gesti e canti)
con Giulio Barocchieri (chitarra
e canti)
e Rosario Punzo (percussioni e canti)
Durante le feste si cantava.
Si cantava il maggio, si cantava il solstizio, si cantava il cielo
pieno di stelle. In quei canti poi, per una dilatazione propria
dell’uso e per l’inserimento di piccole varianti appena
percettibili eppur presenti, mutava ad ogni esecuzione qualcosa:
venivano aggiunte sillabe, poi col tempo (con l’uso) le
sillabe diventavano parole, poi le parole frasi e le frasi frammenti
di storie. Così, dal puro suono e dal puro ritmo del canto
si generava un nucleo di significato. Era la genesi del racconto.
Era la narrazione attraverso la melodia. Era la costruzione di
senso su scala armonica, dentro un ritmo da seguire o negare di
continuo. Era, in fondo, un modo come un altro per controllare
con serenità il tempo che fugge. “Canti e Cunti”
esplora questo sottile legame tra parola detta, parola cantata,
gesto che evoca e suono che racconta. Come in una lunga improvvisazione
jazz, in cui a tratti né il pubblico né gli esecutori
sanno quale porta sta per aprire la chiave che essi stanno stringendo
in mano. Poi, si tratta solo di girare a chiave e decidersi ad
entrare. Buon ascolto e buona visione.
